Grande Italia – Piatti tipici e ristoranti etnici: nuovi sapori e nuove ricette si confrontano con la classica cucina italiana

Sintesi:
L’evoluzione del gusto e la nuova immigrazione dai paesi nordafricani e asiatici, ha fatto nascere in Italia nuovi locali che offrono cibo esotico, da quello mediorientale a quello dell’estremo oriente, da consumarsi come spuntino o “a portar via” (take away). Le nuove abitudini alimentari stanno cambiando anche la tipicità dei piatti italiani che tuttavia convive ancora pacificamente con le nuove ricette, in attesa però – com’è nella natura di un Paese circondato dal mare e quindi crocevia di culture – di assimilare i nuovi sapori in qualcosa di unico e nuovo.
 

Articolo:

Tanti. Diversi. E anche molto buoni. Sono i ristoranti etnici che sono sorti in Italia da un po’ di tempo a questa parte: e non stiamo parlando del solito ristorante cinese, ma del ristorante egiziano, di quello peruviano o dei giapponesi che si sono rapidamente moltiplicati, trascinati dalla moda del sushi e del sashimi. Per non parlare poi delle classiche churrasquerias centro-sudamericane o dei piccantissimi tex-mex, dei ristoranti indiani o degli inossidabili kosher ebraici.

 

Un mondo etnico che circonda le intramontabili trattorie, con le loro tovaglie a quadretti bianchi e rossi e la caraffa per il vino vicino al piatto di pasta condita nei modi più varii. Circonda, ma non insidia: perché, si sa, il cibo, come tutta la cultura, trova sempre ispirazione nell’incontro con l’altro, soprattutto se è un incontro fatto di sapori, di odori e di ingredienti.

 

Una cosa nuova, dunque, anzi di più: innovativa. E che, se fino a qualche decennio fa era relegata in due o tre ristorantini che dovevano aggiustare alla bene e meglio prelibatezze tipiche, adesso si allarga a macchia d’olio, rischiando di diventare una vera e propria cucina, o anche solo un vero e proprio esercizio tipico, come ad esempio i “Pizza e kebab”, ormai diffusissimi anche se in alcune regioni poco avvezze all’integrazione razziale si è pensato bene di proibire la consumazione di questo squisito cibo mediorientale.

 

Un matrimonio di mondi e culture questo che vede la classica pizza napoletana e l’esotico kebab insieme, in un gioco di incastri e di incontri grazie al quale oggi è facile portare a casa, per “sfiziare” la cena, supplì (una polpetta fatta di riso condito il cui nome è di origine inglese, tanto che la parola viene da una contrazione, erratamente considerata romanesca, di “surprise”), crocchette (un palletta fatta con le patate, impanata e fritta) e falafel (tipiche polpette fritte della cucina araba a base di fave o, se egiziane, di ceci).

 

Così, l’adattamento ai gusti di un pubblico sud-europeo e la curiosità di provare cose nuove, portano inevitabilmente a mix inediti e nuovi piatti che forse un giorno diventeranno caratteristici (di che, ancora non è dato saperlo) e magari daranno vita a culture conviviali nuove e diverse rispetto a tutte quelle finora conosciute.

 
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